L’epopea del 1925, conosciuta come la “Corsa del Siero” o la “Grande Corsa della Misericordia”, è un racconto leggendario di eroismo, resistenza e legame indissolubile tra uomo e cane. Per decenni, l’attenzione si è concentrata su Balto, il cane che ha percorso l’ultima, breve frazione. Ma il vero eroe che ha affrontato la sfida più estenuante e pericolosa fu Togo, un Siberian Husky di straordinaria intelligenza e coraggio.
Gunnar Kasson e Balto nel febbraio 2025
Leonhard Seppata con i suoi cani da slitta. Ad estrema sinistra Togo.
L’epidemia e la missione impossibile
Nel gennaio del 1925, la remota città di Nome, in Alaska, fu colpita da una devastante epidemia di difterite, una malattia mortale che colpiva soprattutto i bambini. L’unica scorta di antitossina salvavita era a quasi 1.600 chilometri di distanza, ad Anchorage. Con condizioni meteorologiche proibitive e temperature che toccavano i −50∘C, l’uso di aerei era impossibile.
L’unica speranza risiedeva in una staffetta di musher (guidatori di slitte) e cani, che doveva trasportare il prezioso siero attraverso il gelido interno dell’Alaska.
Togo il vero leader della squadra
La staffetta era composta da 20 squadre di musher e oltre 150 cani. Il segmento cruciale fu assegnato a Leonhard Seppala e al suo leader indiscusso, Togo.
Mentre molti cani correvano segmenti che andavano dai 40 agli 80 km, Togo e Seppala affrontarono la tratta di gran lunga più lunga e ardua: 420 km (circa 261 miglia) tra andata e ritorno. Questo è il segmento più lungo percorso da qualsiasi cane e musher.
Il loro viaggio fu una lotta costante contro gli elementi:
- Il Norton Sound: La tratta più pericolosa fu l’attraversamento del Norton Sound, una baia ghiacciata. Per accorciare il percorso di un giorno e salvare vite, Seppala decise di attraversare il ghiaccio instabile.
- La Tempesta: Sorpresi da una violenta bufera, Seppala dovette fidarsi ciecamente di Togo, che guidò la slitta attraverso il buio e il vento, dimostrando un senso dell’orientamento e una tenacia eccezionali.
Nonostante l’età (aveva 12 anni, un’età avanzata per un cane da slitta), Togo guidò la squadra con intelligenza e resistenza impeccabili, consegnando il siero al musher successivo e coprendo una distanza cinque volte superiore a quella percorsa da Balto.
Il riconoscimento postumo
Nonostante Balto abbia ricevuto una fama immediata e duratura (con tanto di statua a Central Park, New York), la figura di Togo è stata rivalutata nel corso degli anni come il vero eroe di resistenza. La sua storia non celebra solo la forza, ma l’impegno totale del cane guida verso il suo umano e la missione. Togo è la dimostrazione che l’eroismo si misura in sacrificio e perseveranza, non solo nell’arrivo finale.
Leonhard Seppala, l’uomo dietro l’eroe
Leonhard Seppala (1877–1967) non fu solo il musher di Togo, ma una figura leggendaria nella storia dell’Alaska, spesso considerato il più grande guidatore di cani da slitta norvegese e l’uomo che ha plasmato la razza Siberian Husky come la conosciamo oggi.
Un Pioniere della Neve
- Origini: Nato in Norvegia, Seppala emigrò in Alaska nel 1900, attratto dalla Corsa all’Oro del Klondike. Iniziò a lavorare nelle miniere, ma ben presto scoprì la sua vera vocazione: la guida dei cani da slitta.
- Musher di Fama Mondiale: Diventò rapidamente famoso per la sua velocità e la sua capacità di resistere in condizioni estreme. Fu lui a importare in Nord America i cani che sarebbero poi stati riconosciuti come i Siberian Husky. Il suo approccio all’allevamento era basato sulla selezione di cani intelligenti, veloci e resistenti in grado di percorrere lunghe distanze.
- Il Legame con Togo: Togo non fu un semplice cane da slitta, ma il partner e leader di squadra preferito di Seppala. Il legame tra i due era così forte che, durante la Corsa del Siero, Seppala si affidò completamente al giudizio istintivo di Togo per navigare attraverso le distese ghiacciate e le bufere accecanti. Togo era considerato un membro della sua famiglia.
- Dopo la Corsa del Siero: Nonostante la notorietà di Balto, Seppala e Togo furono invitati a un tour trionfale negli Stati Uniti continentali, dove stabilirono record di velocità e attirarono folle immense. Questo tour consolidò ulteriormente la reputazione della razza Siberian Husky.
- Eredità: Seppala si ritirò dalle competizioni nel 1928, ma la sua eredità vive attraverso i suoi lignaggi di Siberian Husky, che sono tuttora tra i più apprezzati per le gare di distanza.
La sua storia non è solo quella di un abile guidatore, ma di un uomo che aveva un’intesa unica con i suoi animali, un pioniere la cui dedizione ha salvato innumerevoli vite a Nome.
Libri e film dedicati
Balto e Togo. L’incredibile corsa per salvare Nome – di Stefania Stoppani – Edito da Fabbri – 2020
La grande corsa (The Cruelest Miles) – di Gay Salisbury e Laney Salisbury – disponibile in lingua originale o in edizioni tradotte da diversi editori – 2003 edizione originale
Film: Togo (2019) ha contribuito enormemente a far conoscere la vera storia al grande pubblico